Fedele ai principi della dottrina mussoliniana, si batté all'interno del Movimento Sociale Italiano contro qualsiasi deriva conservatrice e reazionaria, per la continuità ideale con la natura anticapitalistica, antimonarchica e antiatlantica del fascismo repubblicano espressa nel Manifesto di Verona del 1943.

giovedì 23 marzo 2017

“IL PEGGIO DEL FASCISMO E’ MEGLIO DEL MEGLIO DELL’ANTIFASCISMO”
(Roberto Mieville, 12 marzo 1949, discorso alla prima Assemblea del RGSL)


Roberto Mieville
(Ferrara, 14 dicembre 1919 – Latina, 11 aprile 1955)
E' stato il  primo segretario giovanile del Movimento Sociale Italiano.
Ufficiale carrista durante la seconda guerra mondiale. Reduce dal campo di prigionia militare di Hereford nel Texas, già nel gennaio del 1946 fu tra i fondatori del FAR, Fasci di Azione Rivoluzionaria.
Giornalista, fu l'anima rivoluzionaria e socialista nazionale del Movimento sociale italiano, di cui fu uno dei fondatori, guidò il Fronte giovanile, essendo stato nominato all'unanimità segretario nazionale del Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori.
Alle elezioni politiche del 18 aprile 1948 fu uno dei sei deputati dell'MSI eletti alla Camera.
Agitatore e fedele ai principi della dottrina mussoliniana, si batté all'interno del Movimento Sociale Italiano contro qualsiasi deriva conservatrice e reazionaria, per la continuità ideale con la natura anticapitalistica, antimonarchica e antiatlantica del fascismo repubblicano espressa nel Manifesto di Verona del 1943.
Nel 1953 fu rieletto alla Camera nella II legislatura.
Muore all'età di 35 anni in un incidente stradale l '11 aprile del 1955 nei pressi di Latina.
A scritto : Fascists' criminal camp, Corso editore, Roma, 1948.
                 Un racconto della guerra perduta,Corso editore, Roma.
                 Dal cielo ci guardano, Arieti editrice













INTRODUZIONE AL LIBRO FASCIST' CRIMINAL CAMP

PAROLE CHIARE, TANTO PER INTENDERCI SUBITO

Questo è un racconto dedicato ai fratelli dì tutte le prigionie, onoratamente sopportate e in particolare agli Ufficiali, Sottufficiali e Soldati del Prisoner of War Camp di Hereford, Texas USA.'

Chi ha scritto questo racconto, ricorda i camerati assassinati dal detentore nei Campi d'Africa e d'America nella lunga prigionia e rivolge alle mamme l'abbraccio affettuoso di tutti i camerati che li hanno conosciuti e li onorano.
La posizione assunta in prigionia di guerra di fronte agli avvenimenti dell'8 settembre e del Regno del Sud è stata netta e precisa e dichiaratamente per la Repubblica Sociale Italiana.

I fratelli reduci dai terribili Campi di Russia, India, Kenia, Rodesia, Algeria, Sahara e Marocco,

scrivano la loro storia affinché. rimanga documentato che la brutalità e la bestialità non era patrimonio esclusivo dei detentori tedeschi.

Forse, anzi sicuramente, qualcuno, ravviserà in questo racconto gli estremi per una accusa di “ fascismo” o di “ apologia del fascismo ”, ma gli atti e gli intendimenti sono stati quali e tali come sono raccontati, ed è evidente che nessun rimpianto, c'è per quello che è stato detto fatto e pensato che se del caso verrebbe nuovamente e con lo stesso spirito detto fatto e pensato.

Vada questo racconto e dica a tutti: Onore e Viva l'Italia!
ROBERTO MIEVILLE
Roma, 1947







LA CAPPELLA DI HEREFORD
La piccola cappella votiva costruita ad Hereford dai prigionieri italiani.
 La vita nei campi “non cooperatori’’ venne resa particolarmente difficile dai guardiani
 con vessazioni, soprusi e violenze che causarono non di rado la morte dei prigionieri

ROMA ELEZIONI APRILE 1948 - ROBERTO MIEVILLE TIENE UN COMIZIO

PRIMI ANNI 50 
IL GIOVANE FASCISTA GIOVANNI PUTRUCELLI CON MIEVILLE
in occasione della inaugurazione di una Sezione del M.S.I. della provincia di Latina.

I FUNERALI










1958 ADEMO ARPINI INAUGURA LA SEZIONE ROBERTO MIEVILLE
 DEL M.S.I.DELLA BORGATA DEL TRULLO


ROMA INAUGURAZIONE DELLA SEZIONE DEL M.S.I.
A MONTE MARIO,
PARLA ROBERTO MIEVILLE

1948
LETTERA INVIATA DA MIEVILLE A GIORGIO ALMIRANTE

Da "Dal cielo ci guardano" di Roberto Mieville


Accade in cielo, nel Quartiere degli Eroi Italiani, sempre.
(Tutti gli italiani comunque caduti per la Patria,
 sono radunati in una immensa illimitata radura.
E' il crepuscolo.
Al crepuscolo a poco a poco succede il buio, ma permane lontano un lieve chiarore rossastro che fa apparire sfumata la moltitudine degli Eroi.
Un brusio lieve e sommesso e delicato si spande per l'aria.
Dal buio per effetto del chiarore rossastro, che sa di tramonto e di alba e di notte insieme, pare che prendano di volta in volta evidenza delle ombre.
Sono ombre di Eroi che parlano fra di loro, e la loro voce pure essendo distintissima ha inflessioni lontane, e pur con questo rimane viva e toccante.
Fra le stelle, una ha preso lentamente evidenza.
Si ha la sensazione che a questa, la moltitudine, fattasi silenziosa, guardi.
La stella pare abbia la forma dell'Italia: una forma anch'essa imprecisa,
 anch'essa sfumata, lontana anch'essa.)


























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